1) Come affrontare la ristrutturazione del centro storico di Piossasco?
2) Quali gli interventi per la regione "Garola"?
3) Quali proposte per la mobilità in Piossasco?
4) Quali proposte per i trasporti pubblici?
5) Quali opere pubbliche sono ancora necessarie?
6) Quali progetti di energie rinnovabili per ridurre i costi delle famiglie, delle imprese e degli edifici pubblici per illuminazione, riscaldamento e raffreddamento?
7) Quali progetti informatici per il pieno utilizzo della banda larga a fibre ottiche, finalmente arrivata anche a Piossasco?
8) Avete delle concrete proposte per la valorizzazione del Parco del Monte San Giorgio, dell'area dei tiri e del vivaio, nonché della ex - cava?
9) Quali carenze e quindi quali miglioramenti richiedere per:
- Ufficio postale
- Acque potabili
- Enel
- Italgas
- Azienda Sanitaria Locale
Un saluto a tutti i lettori del blog.
RispondiEliminaCome da me anticipato nel post che potete trovare nella discussione a lato intitolata "Iniziative di sostegno alla vita economica della nostra città" passo ad analizzare il secondo punto programmatico da me citato: 2. "Acqua pubblica".
L'acqua potabile deve continuare ad essere considerata un bene pubblico e non una merce sottomessa alle regole dell'economia. Pertanto, ferma restando la proprietà pubblica delle reti, la loro gestione non può essere affidata unicamente a società o imprenditori privati.
E' prioritario pertanto agire politicamente nei confronti della Regione affinché ci possa essere una maggiore concorrenzialità nella gestione delle acque ed un contestuale controllo da parte dei Comuni.
Tali obiettivi si possono raggiungere superando la logica del Gestore Unico delle acque e delegando ai Comuni stessi la scelta del Gestore del proprio acquedotto e della propria rete di scarichi.
L'Autorità d'Ambito (ATO) manterrebbe in concerto con i Comuni il controllo della qualità del servizio e il controllo dei proventi derivanti dalle tariffe. Questi ultimi verrebbero poi trasferiti ai Gestori per ricompensarli della gestione ordinaria, a meno di una parte della tariffa trattenuta per interventi straordinari di ampliamento della rete a carattere Comunale, Sovracomunale o provinciale decisi dall'ATO di concerto con i Comuni interessati.
Tali interventi straordinari verrebbero gestiti ed appaltati annualmente dall'Autorità d'Ambito, in accordo con i Comuni, ed affidati tramite gara d'appalto.
In un'ottica di contenimento delle spese si potrebbe affidare il compito assolto dall'ATO alle Provincie territorialmente competenti.
Il suddetto metodo organizzativo consentirebbe, all'interno di una necessaria gestione unitaria e coordinata delle acque, una maggiore concorrenza, maggiori controlli, contenimento delle tariffe e miglioramento della qualità.
Risulta evidente a chiunque come sia difficile da raggiungere quanto detto tramite l'attuale stato di monopolio dettato dal Gestore Unico.
In assenza o contestualmente a quanto sopra suggerito risulta inoltre necessario:
1. attuare una costante verifica sugli importi delle bollette del servizio idrico e, soprattutto, sulla qualità organolettica dell'acqua potabile.
2. definire una quantità pro-capite giornaliera a tariffa agevolata e far pagare il surplus a costi crescenti in relazione all'aumento dei consumi;
3. incentivare l'utilizzo dell'acqua potabile dell'acquedotto (la cd. "acqua del sindaco");
4. disincentivare l'utilizzo di acqua in bottiglia nelle mense, negli uffici comunali e durante convegni e manifestazioni pubbliche;
5. suggerire ai cittadini, oltre che nelle scuole, metodi per il risparmio idrico;
6. aumentare, dove possibile, il numero delle fontane pubbliche sul territorio comunale e provvedere ad una loro più frequente manutenzione;
7. controllo e ristrutturazione della rete idrica per ridurne le perdite.
Sperando che le indicazioni sopra fornite possano essere spunto per i futuri amministratori, vi saluto cordialmente.
Giorgio Pautasso